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12月27日 una su un milione (come mi dici tu) our song!!accettami cosi' ti prego non guardare nella mia testa c'e' un mondo da ignorare voglio che tu sia mia complice discreta accettami e sarai la mia bambola di seta accettami e vedrai andremo fino in fondo non pensare a cosa e' giusto e a cosa sta cambiando andiamo al polo nord o al sud se preferisci accettami ti prego dimmi che ci riesci non ho detto mai di essere perfetto se poi ti aiuto io a scoprire ogni mio difetto se ne trovi di piu' ancora mi sta bene basta che restiamo ancora cosi' insieme amo amo e' qualcosa che si muove su' e giu' per lo stomaco piu' freddo della neve amo amo e' un buco alla ciambella la sua dolcezza effimera la rende cosi' bella accettami e vedrai insieme cresceremo qualche metro in piu' il cielo toccheremo piu' alti dei giganti piu' forti di godzilla faremo una crociera su una nave tutta gialla andremo su un isola che sembra disegnata con colori enormi e un mare da sfilata per quanto mi riguarda ho fatto gia' il biglietto ti prego non lasciarlo accanto a un sogno in un cassetto amo amo e' qualcosa di speciale su' e giu' per lo stomaco e' come un temporale amo amo e' il sugo sulla pasta finche' non e' finito non sapro' mai dire basta amo amo (mi prendi x i fianki e sei felice)e' un dono di natura perche' la nostra storia non e' solo un'avventura amo amo e' una semplice canzone che serve a me per dirti che sei una su un milione 12月23日 la seconda lettera mia a Babbo Natale sul blogCaro Babbo Natale,
qualche giorno ancora e sarà Natale, ma tu praticamente per tutto l'anno hai lavorato sodo per garantire a tutti la giusta serenità per vivere le festività natalizie al meglio, sei uno stakanovista, il ministro Brunetta deve aver pensato a te prima di firmare la legge anti-fannulloni. Sei un esempio per molti. E' vero che non ti scrivo da parecchio tempo,l'anno scorso?? sai com'è gli anni passano e si pensa sempre di aver vissuto fino in fondo il proprio tempo, di aver superato certe convinzioni: ed invece no, mi manchi; Mi manca la sincerità con cui ti affidavo i miei desideri, l'entusiasmo con il quale aspettavo che li realizzassi ma tu non hai mai smesso di ricordarmi che i miei ti apparivano desideri sempre troppo esosi per le tue tasche.
Che ci vuoi fare, i sogni sono tali perchè spesso irrangiungibili. Forse per questo che l'anno in cui, a 9 anni, mi portasti il Bit BIT non riuscivo a staccarmi dalle tue braghe (ti ricordi, chissà?), lievitavo da terra per l'entusiasmo, non vedevo il sacrificio che avevi fatto per accontentarmi, ero semplicemente entusiasta di essere stato accontentato, quel tuo sorriso di felicità per niente mi avrebbe fatto immaginare altro, ma sappi che in quel momento ti ho amato da morire, il mio Babbo Natale diventò Super ed insuperabile. Per me fu la riscossa, sulle tante BAMBOLE e magliette finite quasi subito nel baule, sulla DiamONICA che non ho mai saputo suonare, su quegli orrendi camper di Barbie buone solo da sfasciare in testa a Lorena.
Quell'anno poi, se ricordi, te lo raccontai, ebbi finalmente l'opportunità di negarmi alla Befana, proprio non riuscivo a comprendere perchè dovessi ogni volta sorridere e baciare quella vecchiaccia per quattro caramelle che avrebbe potuto tranquillamente comprarmi mia madre. Ben gli stava! Mio caro Babbo Natale di tempo ne è passato, crescendo ho imparato molte cose e seguito molti insegnamenti: la famiglia, la casa, l'universita, gli amici, il lavoro e non ultimo l'amore hanno un valore assoluto ineguagliabile; Avevi ragione tu, hai ragione tu, per diventare grandi e forti bisogna essere onesti e sinceri e seguire la retta via; Al tempo non capivo le ramanzine e solo oggi posso comprendere il valore di quelle parole, dei tuoi gesti e dei tuoi dinieghi, dargli il giusto peso.
Una cosa però crescendo non ho mai capito, come cacchio hai fatto a rimanere così uguale da sempre? Spiaccicato a quella foto ormai scolorita scattata a New York con in mano la Coca-Cola, o quell'altra in Finlandia con le Renne, quanti anni saranno passati, 30,40,50? Sei un Mito! Basta con i miei ricordi, lo so che non hai molto tempo, veniamo al dunque. Ti scrivo per consegnarti i miei desideri per questo ultimo scorcio di 2008 e per sincerarmi del tuo buon proposito per l'anno che verrà, come farebbe un figlio con il padre, come due amici lontani, come un bambino con il suo supereroe.
Desidero salute e serenità per me e per la mia famiglia, calore ed affetto non dovrebbero mai mancare seppur a volte vengono sopraffatti dallo stress e dall'egoismo di pochi, desidero che questo possa essere altresì un augurio che arrivi a tutti i miei amici ed a tutti coloro che lo vogliano accogliere. Desidero che famiglia, casa, scuola, amici, lavoro e prima ancora l'amore siano valori a disposizione di tutti e che tutti possano goderne come meritano. Più in grande desidero che questa società sia più equa e solidale e che non faccia mai mancare il suo rispetto ed il suo appoggio al prossimo, desidero che la mia vita sia niente meno e niente più ricca di emozioni e soddisfazione come quella che auguro al mio prossimo. Desidero in fine, e questo forse è auspicio che ti chiedo di esaudire prima di tutti gli altri, che i bambini di tutto il mondo possano sorridere e sentirti il loro supereroe non solo per la notte del 24 Dicembre ma per tutti i giorni della loro vita che gli renderai migliore come hai fatto con me. Ti voglio un mondo di bene, Deborah 12月8日 treno del natale in arrivo sul binario....17 giorni... mancano solo 17 giorni al Natale. Sembrano tanti, ma come al solito voleranno e mi ritroverò alla vigilia con i soliti dilemmi esistenziali: cosa regalo alla mamma? posso farle qualcosa che non le ho già fatto o di meno banale del solito? cosa regalo a tutti gli altri parenti? Ieri, il 7 dicembre, a Sant'Ambrogio, ho preparato l'albero di Natale e il presepe, come tradizione: entro allora effettivamente nel "periodo natalizio". Però, da qualche anno, il periodo che anticipa il Natale non è più... quello di una volta. Certo, ci sono tante piccole cose che "fanno Natale": le luminarie in giro per le strade; la gente in giro per acquisti; gli addobbi di Natale nei negozi; le musichette di Natale che si sentono in giro; le pubblicità dei panettoni in TV (a proposito, quest'anno ce ne è una nuova, credo della Bauli, che dopo un po' di anni si è decisa a cambiarla ed è proprio carina); cominciare a mangiare panettoni e pandori... Però... non c'è più la magia del Natale che c'era una volta. Sarà che sono cambiati i tempi, o forse sarà che sono cresciuta io. So solo che una volta (mi sento vecchia a dire così, ma è la verità) aspettavo il Natale da metà novembre (anticipato dallo Zecchino d'Oro, altra tradizione della mia infanzia) e non vedevo l'ora che arrivasse. Adesso, invece, è tutto diverso. Se non fosse per il calendario che me lo dice, non mi accorgerei che il Natale sta arrivando. A volte mi sembra quasi che sia una "festa obbligata", nel senso che, arrivati ai primi di dicembre, si è obbligati a comprare i regali, fare l'albero: insomma tutto quello che riguarda il Natale, ma non come una cosa gradita, bensì come se fosse un rito che si osserva senza particolare partecipazione. "Non c'è più la magia del Natale che avevo da bambina", mi dico tra me e me da qualche anno. Ed è vero, non c'è più la magia con cui vivono il Natale i bambini: non la sento più, forse perchè sono cresciuta. Questa festa è quindi, purtroppo, considerata una festa solo per i bambini, che la vivono molto intensamente, mentre per gli adulti significa solamente un affannoso stress-da-acquisti maggiore. E invece, forse, se anche gli adulti capissero il valore del Natale, che non è una festa solo per bambini, ma anzi ha una magia per ogni età, si vivrebbe questo periodo dell'anno con meno affanno e con più serenità. Manca l'atmsofera del Natale, dicevo (anzi scrivevo) qualche righa più in su. Però poi, anche in questi ultimi anni in cui non sento l'aria natalizia molto in anticipo, mi accadono dei piccoli episodi che creano la "magia del Natale": non è quella dei bambini, ma è ugualmente, se non maggiormente, bella. Fare un regalo sentito, e non obbligato, ad un amico o ad un parente, fare sentitamente gli auguri a qualcuno, oppure episodi particolari. L'anno scorso, ad esempio, me ne è capitato uno, la vigilia di Natle, che mi ha fatto molto riflettere. Ve lo racconto. Vigilia di Natale, entro in una libreria a comprare un libro da regalare. Evidentemente, in molti hanno avuto la mia stessa idea, così alle casse c'è una fila interminabile, di quasi un quarto d'ora. Pazientemente aspetto. Arriva il mio turno. "Buongiorno", dico alla cassiera. Pago. Lei mi porge il libro e io, prima di andarmene, la saluto con un "Buon Natale". Lei è come se si bloccasse per un attimo, mi guarda quasi stupita e mi risponde, sorridendo. Perchè mi ha guardato così stupita? Probabilmente, in quella giornata di affannoso shopping natalizio nessuno aveva trovato il tempo di accorgersi di quella cassiera, anche solo con un sorriso e un "Buon Natale". Forse, invece, questo può servire più di quel regalo che è stato comprato in quella libreria e che, forse, non è molto sentito, ma piuttosto obbligato. Che senso ha affannarsi a comprare regali (che sono un simbolo dello spirito natalizio di attenzione verso gli altri, se non si eccede nel consumismo) se poi non ci si accorge di chi ci sta intorno, anche solo della cassiera di una libreria? Sono queste piccole cose a "fare Natale", veramente. Spero che, anche se quest'anno non sento ancora molto l'atmosfera natalizia, mi accadrà qualche piccolo episodio come questo che mi farà "entrare nell'aria di Natale". E voi? Sentite l'aria del Natale? Quali sono le piccole (o grandi) cose che per voi "fanno Natale"? |
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