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11月17日 Questo è un post triste. Forse ne ho già scritti tanti altri di post così. Eppure non sono una persona triste, almeno credo. Oggi lo sono, e tanto. Non vedo nessuno spiraglio per star meglio. E' una bella giornata, non ho problemi particolari che mi tengono angosciata, ma l'idea di sopportare questa perdita, mi fa venire solo voglia di rimettermi a letto e dormire profondamente. Oggi non voglio pensare, non voglio ricordare, non voglio sentire niente. Potessi prendere la novalgina anche per questo dolore me ne farei una flebo ma non c'è nulla che io possa fare. "Adda passà" si dice da queste parti e io so che passa, come tutte le cose, prima o poi passa. Ma intanto che questa tristezza ancora transita e risiede nel mio cuore, io che faccio? Urlo? Piango? me la prendo con gli altri, che faccio? Questo vuoto non mi da tregua e si va ad aggiungere agli altri mai colmati. Ascolto una canzone triste, più triste di me, e me la faccio scivolare nell'anima senza curarmi del danno che può farmi. Non ho nemmeno voglia di sforzarmi di guardare avanti. Triste oggi tutto quello che vedo, ogni cosa che tocco. E' triste questa mia immagine riflessa nello specchio, sono tristi i volti degli altri. triste questa terrazza vuota, triste questa casa che oggi non ho voglia di sistemare. Mi scuso per questa nota di tristezza, mi scuso con chi ha letto questo post, mi scuso per questo sfogo drastico e pesante, ma questo era un post triste, fine a se stesso, è una lacrima che ho lasciato socrrere sulla tastiera senza curarmi di asciugarla prima che bagnasse questi tasti.
LA VITA è colorata di sfumature
Ci vuole mano leggera e polso deciso. Basta un «attimo» in più o uno in meno di colore e cambia tutto. L'azzurro diventa indaco, l'arancione si fa giallo. Come sempre è questione di misura. Di equilibrio. Sono quelle che i francesi chiamano nuances che è lo stesso che dire sfumature, però vuoi mettere. Un tramonto, per esempio. Pennellate di rosa su sfondo azzurro. E qualche striatura di bianco. Sì, ci vuole la mano di un'artista per disegnare le nuances. Per far sì che la Vita diventi un capolavoro. Nella «tavolozza dei colori» c'è già tutto. Sfumare vuol dire tirar fuori la parte migliore di noi. E allora la sicurezza non diventerà mai arroganza, la bellezza vanità, la cultura prosopopea. Il confine è labile. Le nuances sono la moderazione, un modo di affrontare l'esistenza senza farsi sballottare dagli eventi. Puoi imparare in un giorno o non ti può bastare una vita intera. Le sfumature sono una via di mezzo che non significa soggiacere al compromesso. Sono la moderazione che non è mai reazione. È farsi ascoltare senza bisogno di alzare la voce. Mettersi in testa e trovare gli altri pronti a seguirti. Perché tanto sanno che una volta raggiunta la meta, sarai tu il primo a farti da parte. Le nuances si vedono male quando c'è troppa luce e sono nascoste nelle zone d'ombra. Hanno bisogno dello sfondo giusto e di aria pulita. Sono l'acquarello di un poeta brasiliano con la chitarra che «scolorirà». Le sfumature sono il verde che non è più verde e il rosso che non è più rosso. Qualcosa che non puoi non guardare. E se hai gli occhi della perfidia dirai che non è chiaro. Perché il mondo dei gretti e dei cattivi vede solo il bianco e il nero. Il di qua o di là. Lo spaventano le tonalità che sono mutevoli senza essere volubili. Pensano che avere carattere sia mostrare i denti e gonfiare i muscoli. Come gli animali che hanno paura di soccombere e tirano fuori le unghie. La legge della giungla, quella che non ha codici da interpretare e tavoli attorno ai quali discutere. Le nuances non sono ipocrite e pavide. Ma tengono conto di tutte le posizioni. E sanno che basta mutare prospettiva per vedere le cose sotto un'altra luce. Le sfumature fanno la Vita più ricca. Ti fanno scoprire colori nuovi e abbinamenti sorprendenti. Come nella mano di uno stilista di successo. Le nuances ti costringono ad aprire gli occhi e a pensare. Il bianco e il nero ti indicano già quello che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma puoi fare lo stesso davanti all'azzurro, al celeste, al blu? Non a caso sono il mare e il cielo l'essenza delle nuances. L'acqua immensa e profonda. Che sembra non avere orizzonte. Placida e tempestosa a seconda di un vento che muta d'umore. Spumeggiante e piatta. Mugghiosa e rilassata. Il mare che guarderesti per ore e sarebbe sempre diverso. E quando si confonde col cielo è il trionfo delle nuances. Il cielo che ti fa alzare la testa e la devi tenere così se vuoi essere una persona da ammirare. Azzurro o tenebroso. Con le nuvole che possono portare una giornata di sole o un'acquazzone di quelli che meglio non trovarsi per strada. Il cielo che di notte si cambia d'abito e si veste di scuro come i veri signori. E gli bastano pochi milioni di stelle per illuminarlo.  | 11月11日
E’ con stupore che ho appreso nei giorni scorsi la notizia che il Comune di Vivaro, in Provincia di Pordenone, ha intenzione di abbattere i cani presenti al canile dopo 12 mesi di permanenza nella struttura. Non tanto perchè vecchi e malati, quanto perché ritenuti troppo costosi dall’amministrazione comunale. Un atteggiamento discriminatorio che considero inaccettabile.
Avallando la proposta del Consiglio Comunale ci si mette sullo stesso livello di coloro i quali abbandonano gli animali sulle strade compiendo un atto vile contro la società oltre che un reato penale. Che tipo di insegnamento diamo alle nuove generazioni? Insegniamo loro che quando qualcosa (o qualcuno) non serve più o costa troppo allora va buttato, ucciso ed eliminato? Perché, invece, non fare un uso più nobile dei soldi dei cittadini? Perché non finanziare nuove campagne di sterilizzazione e sensibilizzazione affinché i cani non vengano abbandonati? Perché non incrementare i controlli? Tutte attività che avrebbero un ritorno importante anche sui conti dell’amministrazione.
Il Comune di Vivaro considera la spesa di 10 mila euro all’anno uno spreco e, per questo, vuole abbattere i cani, vecchi e anziani, che sono ormai ospiti fissi della struttura di Villotta. Dalle pagine del mio blog voglio lanciare un appello a tutti coloro che, come me, amano gli animali. Se siete alla caccia di compagnia fate prima un giro nei canili della vostra città, troverete degli animali bellissimi, dolci e che hanno bisogno di tanto affetto. Se, invece, non avete spazio sappiate che per mantenere un cane ogni canile spende 2,50 euro al giorno, come una colazione al bar. Un piccolo contributo per salvare una vita.
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